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23 giugno 2008

Quale è il migliore p2p?: analisi e prospettive

image Il p2p non è più una sigla misteriosa ma è un termine di pubblico dominio: oramai chiunque è a conoscenza che esiste la possibilità di poter scaricare qualcosa da internet, pur se spesso vengono ignorate, anche solo per leggerezza o ignoranza, le norme basilari del copyright.

Qualè è il client più diffuso? Cosa succederà nei prossimi anni? Emule è in declino? A queste ed altre domande proveremo a rispondere, grazie a dati certi ottenuti dal web.

Colleghiamoci quindi a Google Trends e proviamo ad analizzare le keyword concernenti le reti e le applicazioni p2p più comuni, ed analizziamo i risultati:

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La Keyword p2p è costante nel tempo, ma questo non ci interessa. E' evidente, invece, negli ultimi 12-15 mesi, l'evidente calo di Emule (termine più usato della relativa rete p2p di utilizzo, edonkey) e l'ascesa sempre più convincente dei sistemi torrent: tutto ciò è frutto non solo della lotta alla pirateria (sono stati chiusi molti dei server emule più importanti), ma sicuramente anche di uno sviluppo emule di lento rispetto alle molteplici prospettive del torrent.

Stazionaria nel tempo la popolarità delle keyword legate alla rete IRC e Gnutella, entrambe molto performanti ma meno popolari.

Se invece analizziamo i dati precedenti relativi ai singoli Paesi, possiamo fare altre interessanti considerazioni:

  • in Europa e in Sudamerica Emule è ancora molto popolare, e non accenna a cedere il primato a torrent, comunque in forte crescita;
  • In Asia, Australia e nelle America del Nord praticamente il torrent domina alla grande, e continua a crescere senza sosta;
  • In Italia, a breve, emule e torrent raggiungeranno lo stesso livello di popolarità.


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Prospettive future: il predominio di Emule e della rete Edonkey come la più popolare forma di download p2p sembra destinato a sparire, forse anche già dalla fine dell'anno corrente; se da un lato la recente uscita della nuova versione 0.49a di Emule ha portato alcune interessanti novità, è evidente che il calo di popolarità e legato anche alla lotta alla pirateria ed alla conseguente chiusura di alcuni grandi server.

D'altro canto, alcune grandi aziende hanno con il tempo apprezzato il torrent p2p come forma legale di diffusione anche di video e musica, investendo nel settore.






29 gennaio 2008

Sicurezza: preveniamo i server spia anche su Vista


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Un filtro IP è un software che contiene una lista di indirizzi ip da bloccare per evitare di essere spiati da client e/o server indesiderati, mentre utilizzaimo il p2p. Da utilizzarsi con finalità strettamente legali, mira a far mantenere l’anonimato e la privacy su ciò per il quale si sta effettuando il download.

Abbiamo già parlato di alcuni importanti sistemi per l’attivazione dei Filtri IP, tra cui PeerGuardian o P2PHazard.

PeerGuardian, però, non è supportato da Vista, e putroppo, specie con Torrent, non sarebbe ancora possibile attivare alcun filtro.

Ecco, invece, come utilizzare un client p2p torrent su Vista con i filtri p2p:

Innanzitutto utilizziamo µTorrent , client che ha ottenuto successo grazie alla sua leggerezza e la semplicità di installazione.

1- Innanzitutto scaricare il file ipfilter.dat, al momento v127 (2007-11-27):
Download ipfilter.dat

2- Copiare il file ipfilter.dat in C:\Users\nomeutente\AppData\Roaming\utorrent.

3- Aprire uTorrent, se già aperto occorre uscire e riavviare.

4- Fare clic su Opzioni > Configurazione… > Avanzate

5- Scorrere nelle opzioni avanzate e verificare la voce ipfilter.enable = true
Se ipfilter.enable = false dovete riavviare uTorrent dopo la modifica a true.

Adesso il filtro è attivo e per vedere gli ip bloccati cliccare sull’ etichetta eventi(Logger), in fondo al programma.

Fonte: Towerlight2002

9 dicembre 2007

E' online PiratPartiet: cultura libera, revisione dei brevetti, privacy.

Si riporta, a titolo informativo, la notizia della pubblicazione e messa online della nuova testata del Partito Italiano dei Pirati, che lotta, che lotta, come mostra il loro sito ufficiale, per l'approvazione , tra le altre cose, di riforme e diritti degli utenti in materia di copyright e privacy. Il nome della nuova testata è PiratPartiet, non è difficile immaginare gli argomenti trattati.

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Fogli A4, distribuiti in PDF sotto licenza Creative Commons, una testata giornalistica e numerosi autori: è stato così presentato ieri ufficialmente PiratPartiet - Diritti digitali, mensile edito dal Partito Pirata italiano, interamente dedicato ai fronti caldi dei cyber rights.
È una testata distribuita con formula OpenContent, il cui significato lo spiega l'editoriale che annuncia l'avvio del mensile: "Nasce con una formula nuova, non ha un costo fisso per il lettore ma è affidato alla sua soddisfazione, cioè a offerta. Nasce dal web, dalla Rete con un percorso che è inverso a quello degli altri giornali. Viene stampato direttamente dagli autori e perché no anche dai lettori, ecco perché il formato A4, è il formato della stragrande maggioranza delle stampanti che quasi tutti noi abbiamo in casa. La licenza con la quale viene distribuito prevede che possiate anche farne opere derivate....... se ritenete ne valga la pena, purché citiate l'autore".
Come i migliori mensili,
PiratPartiet, il cui nome corrisponde a quello del Partito dei Pirati svedese, la prima formazione politica di questo genere, affronta in profondità questioni come la sicurezza informatica e le sue implicazioni anche sul fronte del diritto d'autore, nonché le tendenze emergenti. Ma si parla anche del rapporto difficile, o reso difficile, tra la distribuzione e il mondo digitale.
Al centro, dunque, temi come la rete anonima Anonet, il trusted computing, il DRM, la televisione digitale terrestre e il DVB Project, trademark, brevetti e via dicendo, compresa anche la ragion d'essere dell'associazione Partito Pirata italiano.
10 pagine in tutto nel primo numero, con firme che comprendono Daniele Masini, Alessandro Bottoni, Aniello Coppeto ed altri.
Articolo

Fogli A4, distribuiti in PDF sotto licenza Creative Commons, una testata giornalistica e numerosi autori: è stato così presentato ieri ufficialmente PiratPartiet - Diritti digitali, mensile edito dal Partito Pirata italiano, interamente dedicato ai fronti caldi dei cyber rights.
È una testata distribuita con formula OpenContent, il cui significato lo spiega l'editoriale che annuncia l'avvio del mensile: "Nasce con una formula nuova, non ha un costo fisso per il lettore ma è affidato alla sua soddisfazione, cioè a offerta. Nasce dal web, dalla Rete con un percorso che è inverso a quello degli altri giornali. Viene stampato direttamente dagli autori e perché no anche dai lettori, ecco perché il formato A4, è il formato della stragrande maggioranza delle stampanti che quasi tutti noi abbiamo in casa. La licenza con la quale viene distribuito prevede che possiate anche farne opere derivate....... se ritenete ne valga la pena, purché citiate l'autore".
Come i migliori mensili,
PiratPartiet, il cui nome corrisponde a quello del Partito dei Pirati svedese, la prima formazione politica di questo genere, affronta in profondità questioni come la sicurezza informatica e le sue implicazioni anche sul fronte del diritto d'autore, nonché le tendenze emergenti. Ma si parla anche del rapporto difficile, o reso difficile, tra la distribuzione e il mondo digitale.
Al centro, dunque, temi come la rete anonima Anonet, il trusted computing, il DRM, la televisione digitale terrestre e il DVB Project, trademark, brevetti e via dicendo, compresa anche la ragion d'essere dell'associazione Partito Pirata italiano.
10 pagine in tutto nel primo numero, con firme che comprendono Daniele Masini, Alessandro Bottoni, Aniello Coppeto ed altri. (Fonte:
Punto-Informatico)

1 dicembre 2007

Lista dei migliori siti p2p

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

13 novembre 2007

The Pirate Bay, i pirati del terzo millennio, non finiscono mai di stupire: ecco la storia completa

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Fonti: Wikipedia, Downloadblog, Google News, il Sole 24 ore ecc.

The Pirate Bay non smette di stupire; per chi non lo sapesse (citaz. Wikipedia) The Pirate Bay (letteralmente: "La baia dei pirati"), spesso abbreviato TPB, è un sito dedicato all'indicizzazione di file .torrent per la rete BitTorrent. Gli autori affermano, attraverso la home page che TPB è Il più vasto tracker di BitTorrent al mondo.

Ecco una lista storica dell’attività extra effettuate dai Pirati:

TPB è attualmente al centro dell'attenzione dei media a causa del suo recente sequestro e della sua rapida riapertura nonostante l'arresto di alcuni componenti dello staff, il sequestro di tutta la server farm e di tutti i beni personali che sembravano anche lontanamente elettronici del responsabile della compagnia di hosting.

Nel 2006 I componenti di The Pirate Bay hanno annunciato di avere intenzione di comprare il principato di Sealand messo in vendita dal proprietario per poterne fare un baluardo del p2p libero e legale, l'abolizione del copyright. Se comunque fallisse il progetto dell'acquisto del principato si cercherebbe un altro luogo da acquistare.Nel 2007viene annunciato che si deve rinunciare all'acquisto di Sealand.

Ha prodotto un film: Steal This film, (in italiano Ruba questo film) contro la proprietà intellettuale e in opposizione alla campagna antipirateria presente al cinema e nei DVD originali. Vi è una versione nella sola lingua inglese.

Nel maggio 2007, The Pirate bay annuncia di voler creare un portale, di nome Playable, dove si potrà scaricare liberamente opere protette da diritto d'autore, a un prezzo mensile scelto liberamente dall'utente.

The Video Bay è il nuovo portale in fase di creazione da parte di Pirate Bay in alternativa a Youtube sulla pubblicazione di video, dove la rimozione dei video sarà decisa dagli iscritti al sito (la community)e per cui non basterà una sola denuncia. Questo nuovo sistema si mette in linea con la filosofia di libertà e diffusione libera della cultura di The Pirate Bay.

L'8 novembre 2007The Pirate bay annuncia il nuovo progetto Secure P2P, un nuovo protocollo da sviluppare a partire da Bit torrent,. Una delle motivazioni principali è che il protocollo BitTorrent è sviluppato e gestito dalla BitTorrent Inc., una società che recentemente ha deciso di blindare le ultimissime porzioni di codice implementate, creando delle architetture atte a favorire la lotta alla pirateria. (Alcune organizzazioni anti-pirateria infatti usano vari trucchi per tracciare le connessioni e le attività dei grandi uploader e dei grandi downloader, per incastrarli e denunciarli) Gli esperti del settore, a questo punto, sono piuttosto curiosi di capire quale potrà mai essere l'accoglienza per questo nuovo formato. Il nuovo protocollo avrà estensione .p2p anzichè .torrent, ma i files .p2p saranno “retro-compatibili” e quindi sarà piuttosto semplice trasformare un .torrent in .p2p e viceversa. .Il nuovo protocollo si prevede sia completato il prossimo anno.

Dopo il plateale arresto dell’amministratore di OiNK.cd, popolare tracker di file torrent, il sito era stato chiuso e sostituito. The Pirate Bay ha resuscitato il servizio come BOiNK.cd, aggiungendolo alla sua squadra che può già contare sul redivivo Suprnova.org, storico tracker della prima ora.Il nuovo BOiNK.cd innanzitutto sarà pubblico, partirà con pochi file e chiederà agli utenti di caricare nuovamente i propri vecchi torrent: un vero schiaffo in faccia che dimostra ancora una volta la teoria dell’idra, secondo cui per ogni tracker che viene chiuso, in breve tempo ne apparirà un altro.

TPB in Svezia ha fondato anche una sorta di partito politico.

Un assalto da veri pirati: TPB ha atteso la scadenza di IFPI, sito dell'associazione dei fonografici che difende il copyright musicale in 75 paesi, registrandolo per pochi spiccioli, e creando un sito che difende il diritto di scaricare ma musica in maniera svincolata dal controllo delle case discografiche e dal pagamento del suo prezzo. Nonostante la Federazione dei fonografici stia tirando tutte le leve legali che può per recuperare tramite l'Icann il suo sito, la nuova indicazione (International Federation of Pirates Interests, in italiano “Federazione Internazionale Interessi Pirati”) in effetti funziona e la brutta figura dei fonografici, che si sono lasciati scadere la proprietà dell'indirizzo (che una ignota talpa ha segnalato ai suddetti pirati svedesi), sta diventando una notizia internazionale Il dominio ora riconduce sui server di Pirate Bay, limitandosi a mostrare a video una sorta di immagine-collage psichedelico a tre tinte e il messaggio "coming soon" che promette iniziative future ancora più imbarazzanti per l'industria. IFPI ha così deciso di accusare la Baia di cybersquatting, e ha già provveduto a far partire il ricorso presso il WIPO, l'organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale che dirime le controversie sui domini internazionali.

In merito al dominio IFPI.com, The Pirate Bay ha già fatto sapere che intende contestare con vigore il ricorso di IFPI: "non abbiamo fatto nulla di illegale", spiegano.

Prince, ma sicuramente altri totali di diritti d’autore, vuol mettere sulla graticola gli svedesi di Pirate Bay, a suo dire corresponsabili di flagrante pirateria, denunciandone i gestori in tre diverse nazioni..

La lotta che vede contrapporsi da una parte le società che difendono i diritti d’autore di case discografiche e cinematografiche e dall’altra The Pirate Bay, si arricchirà a breve di un altro capitolo di quella che sembra ormai una guerra quotidiana.

Per concludere, ecco un widget, pubblicato da Hackissimo, il codice per pubblicare sul proprio blog il widget dei Pirati, in grado dieffettuare ricerche torrent dal database del sito ufficiale: