13 maggio 2015

La scelta definitiva del DNS, attraverso Namebench

Solitamente quando ci connettiamo usiamo diversi protocolli, provider e DNS. Ogni cosa ha un importante ruolo per la stabilità e la velocità della nostra connessione. Una delle cose che più possiamo modificare con facilità sono i DNS. Famosissima è infatti la piccola modifica per usare OpenDNS o Google DNS. Ma quali sono i motivi per farlo?

 

Aumento della velocità. Cambiando i DNS è possibile aumentare la velocità della nostra connessione, sia per il filtraggio aumentato dei contenuti che per i server che hanno una velocità aumentata. Anche la Privacy ne riceve un ottimo punto di riguardo.

Alcuni DNS, come OpenDNS, sono configurabili per più aspetti fra i quali il filtraggio per bambini ed altro ancora. Spesso c’è anche un fattore sicurezza maggiore dato che alcuni server bloccano dal principio certe connessioni o siti web.

Ma allora come possiamo aumentare la nostra velocità? DNSJumper è un buon candidato per farlo velocemente, ma c’è attualmente una soluzione migliore non solo per migliorare la velocità del DNS, ma anche la risposta dei server dato che è anche importante che abbiamo il servizio il più vicino possibile. Per fare questo abbiamo bisogno d’un programma chiamato Namebench, che possiamo scaricare qui: http://ift.tt/W3zHHD

Vi consigliamo però di farlo quando avete molto tempo a disposizione e quando non state usando molto la vostra connessione, oltre che naturalmente tener collegato il vostro PC alla miglior occasione per la connessione possibile (Ovvero, se siete abituati ad usare il filo Ethernet per maggior parte del tempo, usate quello per testare la connessione).

NameBench non richiede altro che il gateway del vostro Router, che spesso è già inserito (192.168.1.1). Dovete solo mandare avanti e lasciare che il programma faccia il resto. Può richiedere una mezz’ora o anche di più, per il quale il risultato sarà comunque garantito per darvi una spinta di velocità in più una volta finito. Ricordate naturalmente d’applicare i risultati, usando programmi automatizzati o Windows stesso.

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12 maggio 2015

Nintendo, verrà rimosso il blocco regionale delle console o no?

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Durante l’ultima conferenza organizzata dai piani alti di Nintendo sono stati rivelati i risultati finanziari che sono stati ottenuti nel 2014, il presidente Satoru Iwata ha voluto mettere in chiaro alcuni aspetti relativi ai piani futuri del colosso asiatico.

Alla domanda se Nintendo avesse ancora in progetto di eliminare il blocco regionale delle sue console (che va a impedire che un utente ha abbia a disposizione Nintendo 3DS e/o la Wii U possa sfruttare delle versioni nipponiche oppure statunitensi dei videogiochi a suo piacimento), Iwata ha voluto sottolineare come tale operazioni, per il momento, comporta diverse problematiche ed è questa la ragione per cui è così difficile che si possa verificare concretamente.

Ad ogni modo, sopratutto in riferimento al lancio della nuova console NX, il colosso nipponico sta provando a capire quali possano essere gli ostacoli all’eliminazione di tale blocco.

Quindi, Iwata ha di fatto ammesso che il colosso sta cercando una soluzione per eliminare il blocco regionale, ma nel caso in cui si giungesse ad una conclusione positiva della questione, ciò riguarderebbe solamente le future console e non quelle che sono già state lanciate in commercio.

Anche se il colosso nipponico non sempre si è dimostrato particolarmente presente e pronto a rispondere alle domande dei consumatori oppure quantomeno prendere in considerazione alcune problematiche sorte proprio per le proteste degli utenti, adesso pare che qualcosa sia cambiato: Iwata si è espresso in prima persona in modo ottimistico sulla rimozione del blocco regionale e pazienza se ciò non dovesse riguardare le attuali console, ma solo quelle future.

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11 maggio 2015

Samsung Galaxy Tab S2, svelata la prima immagine

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Samsung starebbe per lanciare finalmente i nuovi tablet che andranno a prendere il posto sul mercato dei Galaxy Tab S da 10,5 e 8,4 pollici. I nuovi tablet Samsung potranno contare su un design che ricorderà da molto vicino quello dei Galaxy Tab A, ma ovviamente avranno un hardware di livello superiore.

Samsung ha deciso che metterà a disposizione non uno, ma ben due modelli: per ciascuno di essi verrà proposta anche una versione LTE.

La nuova foto che è stata pubblicata su Twitter dal famoso informatore @OnLeaks ha svelato un tablet che può contare su un telaio realizzato in alluminio e con un spessore decisamente ridotto, che dovrebbe essere più basso anche in confronto a quello che caratterizza l’iPad Air 2.

Dando un’occhiata all’immagine si può tranquillamente notare sulla parte destra i pulsanti che servono ad accendere il tablet e a regolare il volume, mentre ci sono pure gli slot MicroSD e micro SIM, nonché il microfono.

Sui due tablet Samsung Galaxy Tab S2 ci sarà anche una fotocamera frontale, così come un sensore relativo alla luminosità dell’ambiente ed il tradizionale pulsante home, nei cui pressi ci dovrebbe essere pure un lettore di impronte digitali.

Interessante anche dare un’occhiata allo schermo, che sarà il Super AMOLED nelle versioni da 8 e 9,7 pollici, con una risoluzione da 2048×1536 pixel ed un rapporto di 4:3.

Non ci si ferma qui, dato che i due tablet Galaxy Tab S2 avranno pure 3 GB di RAM, Bluetoth e LTE Cat.6, con un sistema operativo che verosimilmente dovrebbe essere Android 5.0.2 Lollipop, che si potrà aggiornare tranquillamente alla versione 5.1.

I nuovi Samsung Galaxy Tab S2 invaderanno il mercato a partire da giugno, anche se non ci sono ancora novità per quanto riguarda il prezzo.

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Tesla Powerwall, cosa sono le nuove batterie casalinghe

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Quasi come se fosse un calorifero di buone dimensioni, ma molto più utile, almeno stando a quanto riferito ai quattro venti da Elon Musk, il patron di Tesla, ma che ha le mani pure su Space X e PayPal.

Secondo quanto raccontato da Musk pare che le nuove batterie denominate Tesla Energy Powerwall possano di fatto rivoluzionare un settore intero come quello della tecnologia casalinga.

Questo agglomerato di batterie, che sfrutta la tecnologia agli ioni di litio, si potrà acquistare sul mercato a stelle e strisce ad un prezzo pari a 3000 dollari per la versione da 7kWh e a 3500 dollari per quella da 10 kWh; non solo, dato che la garanzia è decennale e la potenza continua erogabile è pari a 2 kW di continuo e 3,3 kW come picco.

Come possono queste batterie Powerwall di Tesla rivoluzionare la tradizionale utenza domestica? Ad esempio, in Italia che impatto potrebbero avere?

Prima di tutto è bene evidenziare come non ci troviamo di fronte ad una novità in termini assoluti, visto che diverse batterie di backup che cominciano a funzionare quando la rete elettrica si interrompe esistono già in commercio: la differenza sta nel fatto che questi modelli attualmente presenti sul mercato sono al piombo, con un rapporto tra peso e potenza erogabile che sicuramente perde diversi colpi rispetto alle batterie di Tesla.

Attenzione, però, visto che le Powerwall sono in grado di erogare una potenza pari a 2 kW che, teoricamente, non si possono certo considerare tanti: ad esempio, solo usando due elettrodomestici che consumano molto come lavatrice e phon, il limite viene tranquillamente raggiunto ed oltrepassato: di qui la necessità di acquistare perlomeno due Powerwall, portando la potenza erogabile al doppio (4 kW), ma dovendo considerare anche un esborso altrettanto raddoppiato.

E per ricaricarle?

Anche in questo caso è necessario mettere dei paletti: fondamentale è il possesso di un impianto a celle fotovoltaiche che si estenda anche per una buona superficie (calcolando che in media in Italia servirebbero qualcosa come 25 metri quadrati di celle per un consumo annuo intorno ai 3000 kWh.

Altrimenti si renderebbe necessario utilizzare la corrente elettrica nelle ore in cui costa di meno per ricaricare le batterie Powerwall di Tesla, sfruttando queste ultime, invece, quando l’energia elettrica costa di più.

Anche in questo caso, però, da un punto di vista economico i vantaggi non sono così evidenti, sopratutto per rientrare dalle spese di acquisto ed installazione.

In Italia, inoltre, chi ha la possibilità di produrre elettricità può scegliere di rivendere eventuali surplus immettendoli nella rete elettrica e ottenendo una somma in denaro tramite scambio sul posto o ritiro dedicato.

Quindi, l’idea che sta alla base di queste batterie casalinghe è ovviamente molto interessante, ma prima di parlare di rivoluzione è meglio aspettare.

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La privacy sul cellulare: un fattore da non sottovalutare

privacy sul cellulare

E voi? Prestate abbastanza attenzione alla vostra privacy sul cellulare? Ecco qualche consiglio in merito

Oggi come oggi, si contano davvero sulle dita di una mano coloro che non usino, più e più volte nel corso della propria giornata, tablet, pc e smartphone per condividere o annotare dati privati e informazioni personali.

Quella della privacy, però (e nella fattispecie di questo post, quella della privacy sul cellulare), è una “questione” importantissima e a cui prestare la massima attenzione. Che sia per non finire in mezzo ai guai, o semplicemente per proteggersi da occhi indiscreti, è bene ricorrere a qualche mezzo o strumento efficace per far sì che niente e nessuno riesca a invadere i nostri spazi ficcando il naso nelle nostre cose.

A tal proposito, continuate a leggere quanto segue, perché proprio nel presente articolo abbiamo pensato di parlare di come fare a tutelare la privacy quando si utilizzano gli strumenti informatici. In particolare, ci soffermeremo sulla questione della privacy sul cellulare e sullo smartphone.

Istruzioni per l’uso: attenzione alla tutela della privacy sul cellulare

Sembrerà banale, eppure non tutti ne hanno una: stiamo parlando della password, o di quella determinata combinazione, utile a impedire a chicchesia di accedere alle informazioni contenute nel nostro cellulare. In effetti, quella appena descritta dovrebbe essere la prima e più immediata strategia cui ricorrere se si vuole proteggere da occhi indiscreti la privacy sul cellulare.

Proseguendo, evitate di registrare sul vostro smartphone il codice PIN del bancomat. Sarà anche di comoda consultazione se di fronte al Pos avete qualche vuoto di memoria, ma in caso di furto della borsa (nel caso delle donne) o del borsellino (nel caso degli uomini), rischiereste davvero, davvero grosso. Così come dovreste evitare di annotare il codice PIN, vi sconsigliamo di appuntare sul vostro dispositivo l’indirizzo di casa e altre informazioni strettamente private.

Ancora, proteggete la privacy sul cellulare evitando (o eventualmente nascondendo) la presenza di quelle foto che non desiderate mostrare ad alcun altro (in particolare, probabilmente, quelle che ritraggono i vostri bambini e familiari).

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10 maggio 2015

Perché utilizziamo ancora la batteria per la BIOS?

“Errore CMOS”. Quante volte avete visto questo messaggio all’avvio del vostro PC? Sta diventando sempre più raro, specialmente se noi non siamo degli assemblatori di PC fissi (considerando che è quasi sempre la prima cosa da fare appena assemblato un computer). Tuttavia, una volta quest’errore era correlato ad un oggetto in particolare all’interno del nostro amicone digitale: la batteria.

La Piastra Madre del nostro PC ha infatti una piccola batteria (una CR2032 nella maggior parte dei casi) che tiene in tensione alcune piccole funzioni. Queste funzioni anni fa erano numerose e perciò la sostituzione della suddetta era un’operazione da fare dopo qualche anno dal primo utilizzo salvo alcuni casi speciali. Ma al giorno d’oggi è ancora presente: come mai?

Siamo nel 2015 ed abbiamo ancora bisogno d’una piccola batteria per tenere tutto in ordine? Quasi. Parecchie delle funzioni che il nostro PC moderno utilizza vengono salvate su una memoria molto più stabile d’un tempo fa, quasi simile alle memorie SD di oggi. Ci sono ancora però delle funzioni che hanno bisogno d’essere alimentati da una piccola batteria che può durare molto di più dato che quel che deve fare è solamente da orologio. Esatto: nella nostra era moderna, la batteria serve solo ad essenzialmente l’orologio che, per il bene o per il male, è importante per la regolarità del nostro sistema operativo quando la corrente non alimenta il nostro PC.

E nel caso dei portatili? La batteria può essere comunque presente nel portatile, e parliamo naturalmente della batteria CR2032. In certi casi alcuni portatili fanno fede alla batteria principale, il quale con il tempo sta diventando un integrazione completa nel portatile e non più un pezzo rimovibile. E se questa si scarica? Niente paura: l’effetto che può dare è al giorno d’oggi minimo, anche se dipende dall’era in cui il vostro computer è stato costruito e se naturalmente è di buona marca e costruzione.

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