6 settembre 2016

Sbloccare gli smartphone Android protetti da password o sequenza

Blocco-schermo

Telefono-bloccatoGli smartphone diventano sempre più il centro vitale dei nostri interessi, custodendo tutte le più importanti informazioni della nostra vita, non solo privata ma anche lavorativa. È quindi importante prendere tutte le precauzioni per difenderlo da eventuali occhi indiscreti e quindi si consiglia sempre di attivare il blocco schermo protetto da pin, sequenza o, meglio ancora, password. Tuttavia sono in molti ad avere problemi di memoria e talvolta capita di dimenticare quale sia il codice per accedere al dispositivo, soprattutto se il codice viene cambiato spesso come viene consigliato nelle guide alla sicurezza.

Quando ci si dimentica il codice di accesso, spesso non si può far altro che resettare il dispositivo, ma così facendo si perdono tutti i dati che tanto si cercava di custodire gelosamente. Per fortuna, esistono altri metodi per sbloccare gli smartphone Android protetti da password o sequenza, che permettono di non perdere i dati presenti nel cellulare.

Primo modo per sbloccare gli smartphone Android protetti da password o sequenza

Cominciamo con un primo metodo per sbloccare gli smartphone Android protetti da password o sequenza. Per procedere con questo metodo avrete bisogno di:

  • Scaricare Aroma File Manager dal Play Store;
  • Una memory card per lo smartphone, che ovviamente deve contenere uno slot adatto.

Dopo aver scaricato Aroma File Manager, andate a trasferirlo sulla microSD e poi inserite la card nello smartphone. Ora spegnete lo smartphone e riaccendetelo in Recovery Mode, di solito accessibile premendo contemporaneamente il tasto di accensione e quello per alzare il volume. Non sempre la combinazione dei tasti è questa, in quanto può variare di modello in modello. Una semplice ricerca su Google sarà sufficiente per imparare la combinazione del vostro cellulare.

Una volta entrati in Recovery Mode, potrete muovervi tra le opzioni usando sempre i tasti del volume, mentre per confermare si può usare il tasto fisico normalmente presente sul lato principale dello smartphone o, in alternativa, il tasto di accensione. Bene, detto questo, ecco come procedere dalla Recovery mode per sbloccare gli smartphone Android protetti da password o sequenza. Selezionate la voce Install zip from SD Card e impostate il percorso per trovare Aroma file manager. Una volta installato, si aprirà in recovery mode. Nel programma, andate in Impostazioni, e sul fondo troverete Automount all devices on start, che dovrete selezionare prima di uscire. Ora ripetete di nuovo quanto fatto prima e scegliete Install Zip from SD Card e poi selezionate il programma, in modo da riaprire Aroma File Manager.

Dal programma, andate in Data folder -> System Folder e trovate gesture.key o password.key a seconda che aveste inserito una sequenza o la password. Potrete cancellare il file e riavviare il cellulare, che presenterà sempre il blocco, aggirabile però tracciando qualsiasi sequenza o inserendo una password a caso.

Secondo modo per sbloccare gli smartphone Android protetti da password o sequenza

Un secondo metodo per sbloccare gli smartphone Android protetti da password o sequenza prevede l’utilizzo di Android SDK Tools, necessario per usare i comandi ADB. Questo metodo può essere usato solo se sullo smartphone avete attivato la modalità debugging. Una volta scaricato il programma, selezionate il modello del dispositivo in vostro possesso e permette l’installazione dei file aggiuntivi. Fatto ciò, Android SDK Tools vi chiederà di installare strumenti aggiuntivi, che voi dovrete deselezionare tutti fatta eccezione per Android SDK Platform-tools.

La prima cosa da fare è collegare lo smartphone al computer tramite cavo USB. Fatto ciò, aprite la cartella in cui è salvato Android SDK Tools Users -> App data -> Local -> Android -> Android-SDK -> Platform Tools. Qui cliccate su uno spazio vuoto della cartella, tenete premuto il tasto Shift e cliccate il tasto destro del mouse per selezionare Open command window here (aprire la finestra di comando qui). Si aprirà una finestra nera in cui inserire dei comandi. Per prima cosa inserite adb devices, dopodiché inserite:

adb shell

cd /data/data/com.android.providers.settings/databases

sqlite3 settings.db

update system set value=0 where name=’lock_pattern_autolock’;

update system set value=0 where name=’lockscreen.lockedoutpermanently’;

.quit

O, se non funziona:

adb shell rm /data/system/gesture.key

Una volta finito, potete riavviare lo smartphone e il blocco sarà scomparso.

Terzo modo per sbloccare gli smartphone Android protetti da password o sequenza

L’ultimo metodo per sbloccare gli smartphone Android protetti da password o sequenza che vedremo in questo articolo è il più semplice, ma anche il più definitivo, perché comporta la cancellazione totale dei dati presenti sullo smartphone Android. Si consiglia, quindi, di utilizzare questo metodo solo se l’obiettivo unico è quello di recuperare il cellulare e i file salvati al suo interno non servono.

Tutto quello che bisogna fare è spegnere il cellulare bloccato e riaccenderlo attivando la Recovery Mode come abbiamo visto nel primo metodo. Dopo aver fatto ciò, usate i tasti del volume per scrollare verso il basso fino a trovare Factory Data Reset, selezionate la voce e scegliete Yes. Dopo aver fatto questo, selezionate anche Wipe Cache Partition per eliminare i file della memoria cache. ATTENZIONE: ripeto, facendo in questo modo verranno persi tutti i file e dati presenti sullo smartphone Android bloccato. Se siete convinti e avrete seguito le indicazioni, potete riavviare normalmente lo smartphone, che a questo punto presenterà le schermate iniziali di configurazione che si presentano quando si accende un telefonino per la prima volta. Dovrete inserire nuovamente il vostro indirizzo e-mail Gmail, le vostre opzioni preferite e poi re-installare tutte le app desiderate.



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5 settembre 2016

Come trovare pokemon rari in Pokemon GO

pokemon_go_cme_catturare_e_trovare_pokemon_rari-8235f

pokemon___the_legendary_birds_by_ginyugure-810x400Sono ormai trascorsi quasi due mesi da quando Pokemon GO è stato rilasciato in Italia e la gara a diventare il migliore allenatore del mondo è ancora più agguerrita. Capita anche a voi di vedere in giro che nelle palestre fioccano Charizard, Dragonite e Gyaridos, mentre normalmente se siete fortunati beccate qualche Psyduck, ma solitamente gli odiatissimi Rattata e Pidgey. Non disperate, perché con i trucchi adatti anche voi potrete trovare pokemon rari in Pokemon GO e prendervi la vostra rivincita.

Per trovare pokemon rari, cercarli nel loro habitat naturale

La prima cosa da dire a coloro che vogliono trovare pokemon rari in Pokemon GO è che ovviamente la probabilità di trovare tali pokemon varia a seconda del livello che avete raggiunto, nel senso che giocatori di livelli bassi non possono trovare pokemon di determinati tipi. La prima cosa da fare è quindi accumulare punti esperienza e salire di livello. A tal proposito bisogna darci dentro catturando pokemon, passando per i pokestop e facendo evolvere più pokemon possibile, magari usando dei fortunuovo che permettono di raddoppiare i punti esperienza per trenta minuti.

Inoltre, i pokemon rari, come tutti gli altri pokemon, si trovano più spesso vicino al loro habitat naturale. Questo significa che se volete catturare un Dratini, avrete molte possibilità di trovarlo vicino al mare o ad un fiume, seppur non sia impossibile trovarlo anche in città. Spiegato questo accorgimento, che pure può essere molto utile, passiamo all’illustrazione di qualche trucco utile per la caccia.

Trovare pokemon rari usando mappe

Un primo trucco che consiglio per trovare pokemon rari in Pokemon GO è quello di usare le mappe online o le app che permettono di mostrare la localizzazione precisa dei Pokemon. Facendo in questo modo, sarete in grado di scoprire dove è possibile trovare determinate creature e il gioco diventerà molto più semplice. le mappe online per trovare pokemon rari in Pokemon GO sono tante.

Tra le varie possiamo ricordare Pokemesh, di cui ci siamo occupati qui, scaricabile sia su Android che iOs, o in alternativa Poke Radar for Pokemon, che offre anche le mappe online visionabili da computer e Mac. Attenzione ad utilizzare le mappe Pokemon usando lo stesso account usato per accedere a Pokemon Go: potreste essere bannati. Il mio consiglio è di preferire le mappe online che non richiedono l’accesso o, nel caso delle app, di utilizzare indirizzi e-mail diversi da quello usato per giocare.

Trovare pokemon rari aiutandosi con Ingress

Esiste poi un metodo per trovare pokemon rari in Pokemon GO del tutto lecito e sicuro, che non comporta alcun rischio di ban. Non tutti sanno che la Niantic, produttrice del gioco, era precedentemente famosa per il gioco Ingress, che funzionava allo stesso modo di Pokemon GO. La compagnia, per facilitarsi le cose, ha convertito i “portali” di ingress in Pokestop e questo è ottimo per chi vuole trovare pokemon rari in Pokemon GO.

In Ingress esistevano i cosiddetti punti XM che in Pokemon GO si sono trasformati in luoghi ad alta probabilità di comparizione dei pokemon. Tutto quello che bisognerà fare, quindi, sarà scaricare Ingress dallo store delle applicazioni e controllare il programma di tanto in tanto per capire dove si trovano i punti XM. Certo, questo stratagemma non è perfetto e sicuramente la batteria dello smartphone ne risentirà ancora di più. Ma armatevi di powerbank e abbiate pazienza, nessuno ha mai detto che diventare allenatori di successo fosse facile.



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Come guadagnare soldi su Google Play

Sapevate che è possibile  guadagnare soldi sul Google Play, caricati direttamente sul proprio account Google, da poter riutilizzare per i propri acquisti sul market? Con un semplice trucchetto, non proprio etico, riuscirete ad ottenere piccole cifre di denaro, in maniera estremamente elementare. Ecco la procedura da utilizzare.

guadagnare su google play

Soldi infiniti su Google Play, guadagnare con Google Opinion Rewards

Con un sistema simile potremmo ottenere una ricarica infinita  che offre, quotidianamente, possibilità di crescita. Come già testato con Pokemon go, il principio da applicare è quello di imbrogliare sulla nostra effettiva posizione, utilizzando un sistema di fake GPS.

Ma andiamo con ordine e citiamo tutti i singoli passaggi:

  • dotiamoci di un account Usa di Google, con Gmail.
  • scarichiamo l’App Google Opinion Rewards, che consente di ottenere piccore ricariche gratis, sul proprio account, se si accetta di rispondere a brevi sondaggi. Scarichiamo ed installiamo l’app, senza eseguire il primo accesso.
Google Opinion RewardsGoogle Inc. Strumenti FreeScarica da Google Play
  • scarichiamo poi un’app per camuffare la nostra posizione con un’azione sul GPS. Tra le migliori, annoveriamo Fake GPS, GPS Falsi,
Fake GPS Location Spoofer FreeIncorporateApps Intrattenimento FreeScarica da Google Play
Gps falsi - posizione falsoAndev Strumenti FreeScarica da Google Play

Modifichiamo la nostra posizione imbrogliando con il GPS

Facciamo in modo che il GPS modifichi la nostra posizione grazie ad una delle app, su New York City 10016, magari proprio su Manhattan. Ricordiamoci comunque di settare, nelle impostazioni di sistema, la geolocalizzazione solo tramite il GPS, senza il Wifi, così da rendere efficace il sistema Fake.

Nelle Impostazioni->account dello smartphone, avremo l’accortezza di inserire i dati dell’account Google americano in nostro possesso.

Accediamo poi a Google Opinion Rewards precedentemente scaricato, inserendo l’email dell’account Usa, un’età tra i 25 ed i 35 anni e , nel campo località,  “United States”  e “10016”, che identifica proprio la grande mela. Chiederà ancora il numero di telefono dello smartphone, e i dati del pagamento Google Billing, nei quali dovrete ancora una volta indicare United States 10016.

Dovrete ovviamente confermare la volontà di voler rispondere a sondaggi basati sulla propria posizione geografica.

Mantenendo queste impostazioni e continuando ad usare il sistema di Fake GPS con continuità, dovreste ricevere, col tempo, richieste di sondaggi con un ritmo quasi quotidiano, ognuno dei quali remunerato con piccole somme, che vanno dai 40 centesimi ad un dollaro. Il tutto, con estrema continuità e, praticamente, con cadenza pressoché quotidiana.

Cosa aggiungere ancora? Che questo sistema si basa su un’attività non lecita, della quale, se la mettete in opera, vi assumete tutte le responsabilità. Che forse, il gioco non vale la candela, poiché si tratta di pochi spiccioli. Che comunque sta funzionando egregiamente anche in Italia: se utilizzate Google Opinion rewards sul vostro account Google principale, e vi recate spesso nei punti vendita di tanti brand importanti, riceverete comunque numerosi sondaggi, relativi alla vostra esperienza nei negozi.

 



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3 settembre 2016

Vodafone Pay, semplifica pagamenti e…vita #easylife

VodafoneMasterCard_Vert

Buzzoole Il concetto di #easylife é ancora, per voi, un mistero? Con pochi, piccoli accorgimenti, e tanta nuova tecnologia, possiamo semplificare ogni attività quotidiana, rendendo la vita più… easy e relagando più spazio alle attività che più ci gratificano.

E’ il caso, dunque, di andare conoscere Vodafone Pay, con le opportunità che è in grado di offrirci.

VodafoneMasterCard_Vert

Vodafone Pay è un sistema in grado di pagare utilizzando il proprio smartphone Android, con Sim NFC. Una vera e propria rivoluzione, su una delle più onerose attività quotidiane. Pratico ed immediato: non c’è più bisogno di prendere il portafoglio, verificare il contante, attendere il resto. Semplice e sicuro: per i pagamenti sopra i 25 euro, è necessario inserire un pin di sicurezza. Gli altri, invece, sempre sotto il vostro controllo, risultano pressoché istantanei.

Come funziona Vodafone Pay?

E’ necessario innanzi tutto scaricare l’app sul proprio smartphone compatibile, cercandola dall’apposito link di riferimento. Il Play Store saprà indicarvi se il dispositivo in vostro possesso risulta essere idoneo all’utilizzo dell’applicazione. In seconda battuta, dovrete usare l’app appena scaricata effettuando un consueto processo di registrazione, caricando le carte di pagamento in proprio possesso. A questo punto, siete praticamente pronti per l’utilizzo: il rivenditore dovrà avere un POS contactless idoneo per il pagamento. I POS sono ormai obbligatori in tutti gli esercizi commerciali, ed i sistemi contactless sono ormai capillarmente sempre più diffusi tra tutte le attività. Come già accennato, il pagamento avviene semplicemente avvicinando lo smartphone al POS contactless, mentre è invece stato adottato un pin di sicurezza per gli importi superiori a 25 euro.

Vodafone Pay, perchè è #easylife

In qualsiasi situazione voi siate, se a fare la spesa, in vacanza o al ristorante, un sistema di pagamento come Vodafone Pay semplifica la gestione del vostro denaro, accelerando le operazioni e consentendovi di monitorare con molta attenzione le spese effettuate. Avrete sempre, dunque, tutto sottomano. Vale la pena davvero di provare.

Scarica Vodafone Pay 



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2 settembre 2016

Come capire se il cavo micro-usb carica correttamente

La-prima-ricarica-di-uno-smartphone-Android

ampOggi giorno lo standard per la ricarica dello smartphone utilizzato da tutti i produttori – ad esclusione della Apple – è il micro-usb, che in attesa di essere sostituito Usb Type C, fa ancora bene il suo dovere. Detto ciò, non tutti i cavi sono creati seguendo le regole dell’industria, e spesso anche quelli ufficiali finiscono per danneggiarsi senza che ce ne accorgiamo. Se quindi avete mai avuto problemi durante la ricarica del telefonino, o semplicemente volete verificare la qualità del cavo, oggi vi spieghiamo come capire se il cavo micro-usb carica correttamente e scoprire che amperaggio arriva allo smartphone o tablet.

Capire se il cavo micro-usb carica correttamente scaricando Ampere

La prima cosa per capire se il cavo micro-usb carica correttamente, consiste nello scaricare un’app chiamata Ampere dal Google Play Store. Ecco il badge:

Quest’app dovrebbe funzionare bene su tutti i dispositivi che girano Android 4.0 e superiori, ma lo stesso developer ha scoperto che potrebbero esserci problemi per modelli come l’HTC One M7 e M8. Provate in ogni caso ad installarlo ed apritelo per cominciare i test. Per capire se il cavo micro-usb carica correttamente avrete bisogno ovviamente del cavo e una presa o, in alternativa, un powerbank portatile. Per poter eseguire un test della potenza massima del caricatore, la cosa migliore è utilizzare la presa ufficiale che esce dallo scatolo del telefono. Usare un computer, o un powerbank, può infatti alterare i risultati.

Come funziona Ampere

Screenshot_20160902-204337Nell’immagine è possibile vedere alcune delle informazioni fornite dall’applicazione. Ci vogliono massimo dieci secondi per misurare la carica del telefono. È poi possibile acquistare una versione Pro per eliminare le pubblicità presenti sul fondo della schermata, ma queste sono poco fastidiose e quindi può essere tranquillamente usata la versione free.

Ampere utilizza un font arancione quando l’app è aperta senza che il cellulare sia in carica, mentre il testo è verde se è in corso la ricarica. Quando il cellulare non è in carica si può vedere quanta energia consuma lo smartphone e ovviamente il numero dipenderà da qunte cose il dispositivo cerca di fare contemporaneamente.

Detto questo, come capire se il cavo micro-usb carica correttamente? Ogni carica-batterie è diverso, ma è possibile farsi un’idea sul suo output ottimale leggendo l’etichetta su di esso. Sull’etichetta dovrete osservare la parte in cui c’è scritto Output e verificare quanti ma sono previsti. Se, ad esempio, sull’etichetta c’è scritto 1000 mAh, l’app dovrebbe indicarvi una ricarica di 1000mAh meno l’energia che il dispositivo sta consumando al momento. Una volta finito di capire se il cavo micro-usb carica correttamente, potete prendere degli accorgimenti per migliorare la velocità di ricarica.

Come migliorare la velocità di ricarica

Un primo passo può essere quello di mettere il telefono in modalità aereo durante la ricarica: facendo in questo modo, il dispositivo sarà in grado di ricaricarsi molto più velocemente. È fondamentale, inoltre, evitare di collegare il dispositivo al computer per la ricarica. I computer non hanno la stessa capacità di amperaggio delle prese nel muro e questo comporta una velocità assai minore di ricarica. Infine, bisogna evitare di utilizzare carica-batterie non originali, soprattutto quelli che hanno origine dubbia e non sono stati costruiti seguendo gli standard necessari. Per intenderci, è sempre preferibile utilizzare i carica-batterie forniti dalle aziende produttrici dei dispositivi, ma in caso contrario può essere accettabile un cavo costruito da aziende conosciute (si pensi ad esempio ad Amazon e alla sua linea Amazon Basics), mentre è sconsigliato acquistare prodotti acquistabili in negozi, o addirittura bancarelle, per pochi euro.



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1 settembre 2016

Pokemon Go, quali pokemon potenziare?

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evcalChi gioca a Pokemon Go sa ormai bene che non tutti i pokemon meritano di essere allenati ed è importante capire quali Pokemon potenziare. Il gioco si fa sempre più duro, i giocatori più assidui aumentano di livello e le palestre sono sempre più difficili da conquistare. Per questo motivo può essere utile essere ingegnosi nel giocare a Pokemon GO e aiutarsi in ogni modo possibile nell’individuare le migliori strategie. La scelta di quali Pokemon potenziare non è dovuta solo al numero di punti lotta o punti vita della creatura, e vale anche per i pokemon rari: ciascun Pokemon ha, infatti, delle potenzialità diverse dovute ai diversi valori di varie statistiche e proprio per questo motivo, prima di sprecare caramelle e polvere di stella sarebbe utile valutarne la potenzialità e capire quali Pokemon potenziare.

A volte non conviene potenziare neanche i pokemon rari

Non è un segreto che in Pokemon GO le creature più forti sono quelle rare, si pensi agli uccelli leggendari e MewTwo. Tra i pokemon “ordinari”, seppur molto difficili da trovare, il più forte è invece Dragonite, il pokemon di tipo drago/volante che corrisponde all’ultima evoluzione di Dratini. Ebbene anche in questo caso non è detto che valga sempre la pena allenare un Dragonite e anche qui bisogna capire quali Pokemon potenziare. Per poter procedere si possono prendere degli accorgimenti e consultare dei siti che aiutano con una serie di statistiche.

Come capire quali pokemon potenziare

La prima cosa da fare per scegliere quali Pokemon potenziare è individuare i pokemon con più PL – Punti Lotta – e tra questi scremare quelli che hanno valori massimi di PL superiori. Per farlo, potete aiutarvi con uno dei tanti siti online che offrono questo tipo di informazioni, come Pokeinfo. Una volta usato il sito conoscerete quali Pokemon potenziare. Prima di farlo, però, conviene usare un evolution calculator e un IV calculator, un calcolatore del Valore Individuale. Il primo serve a conoscere quanti punti lotta avrà il pokemon una volta che sia stato fatto evolvere.

Il calcolo viene fatto sulla base dei PL del pokemon da evolvere, quindi un buon esercizio può anche essere quello di verificare le variazioni nei punti lotta del pokemon evoluto se prima di procedere all’evoluzione di aumentassero i valori potenziandolo. Tutto quello che serve per utilizzare il tool di Pokeinfo è andare nella sezione Evolution calculator, scegliere il Pokemon che si vuole far evolvere, inserire i suoi punti lotta e premere su calculate. Il sito fornirà il valore più probabile dei nuovi punti lotta, ma anche un range probabile e massimo dei punti che il pokemon potrebbe ottenere.

Utilizzare l’IV calculator per scegliere quali Pokemon potenziare

L’IV calculator è fondamentale per capire quali Pokemon potenziare. I punti lotta, infatti, non sono tutto e il valore individuale del pokemon è importante: il valore, infatti, indica se la creatura catturata è la migliore della sua specie o meno. Se il pokemon ha una bassa percentuale di IV, non sarà conveniente farlo evolvere o potenziarlo, perché non potrebbe mai raggiungere risultati ottimali. Uno dei calcolatori che potete provare è quello creato da Pokeassistant.



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