14 agosto 2016

Come scaricare Windows gratis e legalmente

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Windows 7 Live CD en Español (2010)Una delle cose che maggiormente vengono proposte agli utenti di Windows nei guai è di “formattare il computer e reinstallare Windows”, il che andrebbe pure bene, se non fosse che quando compri il computer con la copia originale del sistema operativo su, non viene fornito alcun cd o pensa USB di installazione. Molte persone si rivolgono quindi ai download illegali, tramite torrent o link che spesso nascondono virus  sono poco affidabili. Un’alternativa però esiste e oggi vi spieghiamo come scaricare Windows gratis e legalmente.

Prima di spiegare come scaricare Windows gratis e legalmente bisogna fare delle precisazioni. Di seguito si parlerà di varie versioni di Windows, a partire dal 7, e ciascuno richiederà una chiave di registrazione diversa, per cui bisognerà assicurarsi di avere quella giusta. Dovrete anche decidere se utilizzare un dvd o una penna USB eseguibile; in quest’ultimo caso si avrà bisogno di una penna di almeno 4GB, che non dovrà contenere altri file. è anche consigliato di scaricare le versioni base di Windows, per poi scaricare eventualmente le parti aggiuntive. Infine, questa guida è ovviamente indirizzata a chi possiede già una copia legale di Windows e non servirà a chi invece ne possiede una piratata.

Come scaricare Windows gratis e legalmente – Windows 7

A differenza delle versioni 8 e superiori, in Windows 7 non esiste l’opzione Reset, per cui chi vuole ripristinare Windows reinstallandolo, necessita dei file d’installazione. Esistono soluzioni diverse al problema di come scaricare Windows gratis e legalmente a seconda di come abbiate ottenuto Windows 7 e cioè se:

  • Avete acquistato un computer in negozio, con Windows già preinstallato;
  • Avete scaricato Windows o acquistato la chiave di registrazione online.

Se si acquistata la chiave online, ecco come scaricare Windows gratis e legalmente. Per fortuna, Microsoft ha reso possibile il download di Windows 7 dal sito ufficiale per cui basta semplicemente andare nella sezione di download software, inserire il codice Product Key posseduto (la chiave di registrazione) e procedere al download. Microsoft consente anche di scegliere se ricevere un link per il download del file ISO tramite email, cosa utile se non si vuole più ripetere il processo di controllo nuovamente. In alternativa, si potrebbe anche prendere una copia di Windows di un conoscente e usare il proprio Product Key, saltando la fase di scaricamento.

Cosa fare se si è acquistato un PC con Windows pre-installato

Se Windows è arrivato tramite l’acquisto di un computer, ecco come scaricare Windows gratis e legalmente. Il metodo descritto sopra, purtroppo, non funziona in questo caso perché Microsoft Software Recovery non supporta le copie pre-installate. L’unica cosa da fare è rivolgersi al produttore del computer, perché la chiave di registrazione funziona solo per la copia presente sul PC al momento dell’acquisto. Bisognerà quindi contattare il produttore e richiedere l’invio di una copia di Windows: mentre alcuni produttori di solito inviano la copia gratuitamente, altri potrebbero richiedere un compenso.

Come scaricare Windows gratis e legalmente – Windows 8 e 8.1

Con Windows 8 e 8.1 scaricare Windows gratis e legalmente è molto più semplice, grazie alla nuova opzione che permette di ripristinare o resettare il computer. Questa è sicuramente l’opzione più facile, ma se si vuole scaricare i file d’installazione del sistema operativo, è possibile farlo gratuitamente. Ricordare solo che la chiave di registrazione di Windows 8 non funziona per la versione 8.1 e viceversa, per cui bisogna scaricare la versione compatibile con la Product Key. Potete scaricare Windows gratis e legalmente direttamente dal sito di Microsoft, dove troverete l’ISO delle versioni 8 e 8.1.

Come scaricare Windows gratis e legalmente – Windows 10

Come già scritto più volte, Windows 10 è sicuramente migliore dei suoi ultimi predecessori e la Microsoft si sta davvero impegnando per spingere le persone ad aggiornare il sistema gratuitamente. Ma come scaricare Windows gratis e legalmente in questo caso? S e si ha già un computer con una versione originale di Windows, si può utilizzare la pagina dedicata del sito di Microsoft, dove si può aggiornare il sistema o scaricare lo strumento d’installazione di Windows 10. Una volta scaricato, sarà sufficiente scegliere l’opzione per creare un file d’installazione e il gioco è fatto.



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9 agosto 2016

Perché Chrome usa troppa RAM e come risolvere il problema

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chromeChi nella sua vita abbia provato i vari browser disponibili per computer si sarà sicuramente reso conto di quanto Chrome consumi RAM. Si provi ad aprire il Task Manager con Chrome in funzione, si noteranno subito i vari processi aperti dal browser e di quanto ciascuno possa consumare memoria. Ma perché Chrome usa troppa RAM? Ed è possibile risolvere il problema?

Ma davvero Chrome usa troppa RAM?

Non State a sentire chi dice il contrario, è proprio vero che Chrome usa troppa RAM. Se lo si compara agli altri browser, si può dire che l’uso non sia esagerato, ma comunque è superiore rispetto a quello dei suoi concorrenti. Perché quindi usarlo? Semplice, Chrome è sicuramente uno dei browser migliori e più veloci in circolazione.

Perché Chrome usa troppa RAM?

Una volta appurato che effettivamente Chrome usa troppa RAM, molti si chiederanno il motivo della cosa. La ragione va trovata nel fatto che Chrome funziona in maniera diversa rispetto agli altri browser. Ogni programma del computer, quando in esecuzione, crea un numero di processi nella RAM. Rispetto ai suoi concorrenti, Chrome crea un processo diverso per ogni finestra, plugin ed estensione che si usa. Ecco spiegato perché in Gestione Attività si vedono tutti quei processi di Chrome; ciascuno di essi consuma una quantità variabile di memoria, alcuni anche poca, ma la somma diventa poi importante. La scelta di usare processi diversi per ogni finestra è per rendere il programma più stabile e veloce: se un processo si arresta, il browser resta comunque stabile. Capita, ad esempio, che un plugin smetta di funzionare, e in tal caso si dovrà aggiornare la pagina. Se invece il programma usasse un unico processo per tutto, in caso di chiusura del plugin si arresterebbe l’intero browser e si perderebbero i dati.

Se Chrome usa troppa RAM è un problema?

Ovviamente, solo perché Chrome usa troppa RAM non significa che questo comporti problemi per il computer. Non usare o “conservare” la RAM non ha senso, il computer la usa solo per accedere ai dati in modo veloce e velocizzare l’elaborazione di essi. Se non si usa la RAM, semplicemente non si sfrutta il potere del computer. Se però la RAM sul computer è limitata e Chrome usa troppa RAM, la cosa può sicuramente diventare un problema. La mancanza di memoria per altre app potrebbe rallentare di molto il computer e lo stesso Chrome potrebbe funzionare male. Quindi l’uso eccessivo di memoria da parte di Chrome è un problema solo se si nota un rallentamento delle prestazioni, altrimenti non vale la pena preoccuparsene. Se dei problemi ci sono, ecco cosa fare per risolvere il problema.

Come agire se Chrome usa troppa RAM

Ci sono molti per velocizzare il browser e ridurre l’ammontare della memoria se Chrome usa troppa RAM, ma forse la migliore arma è la Gestione Attività di Chrome, un task manager proprio come quello di Windows. Con Gestione Attività si potranno vedere quali finestre ed estensioni stanno usando più memoria e si potranno chiudere in modo da liberare spazio nella RAM. Per accedere al Task Manager è sufficiente premere i tasti Shift e Esc insieme, quando Chrome è attivo, oppure accedervi dal menu se si possiede un Mac. Oltre a poter terminare le finestre che più consumano RAM, si possono fare anche altre cose: ad esempio, potreste attivare la funzione di annullamento delle schede, che permette a Chrome di chiudere le finestre che non si sono usate da parecchio tempo, se la memoria RAM a disposizione è poca.



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7 agosto 2016

Come trasferire dati da Android al computer e viceversa

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wifi-transfer-header_0 (1)Oggi usiamo gli smartphone per fare praticamente tutto e come naturale conseguenza si ha che raccolgono file di grande importanza per ognuno. Che siano canzoni, foto o documenti di lavoro, si pone il problema di proteggere i dati e il migliore modo per farlo e salvare i file anche su altri dispositivi o online. Gli smartphone infatti sono delicati, possono rompersi, perdersi, essere rubati. Non sarebbe furbo non avere un backup aggiornato su qualche altro dispositivo. Per fortuna oggi trasferire dati da Android al computer è facilissimo, esistono molti modi diversi per tutte le esigenze.

Trasferire dati da Android al computer tramite bluetooth

Un primo metodo per trasferire dati da Android al computer non richiede l’uso di fili, ma solo del bluetooth. Questo procedimento è ideale per il trasferimento di dati di piccola dimensione, meno per file più grossi. Inoltre richiede che oltre allo smartphone, anche il computer possegga il chip del bluetooth. Per trasferire dati da Android al computer si dovrà innanzitutto attivare il bluetooth sul computer (normalmente l’opzione per la sua attivazione può essere trovata nell’area delle notifiche a destra della barra delle applicazioni di Windows). Fatto ciò, bisogna navigare nella lista di dispositivi e stampanti del computer, fino a trovare il proprio smartphone, che dovrà essere aggiunto all’elenco, assicurandosi che anche il bluetooth dello smartphone sia attivo, in modo che il dispositivo sia visibile al computer. Il computer fornirà poi un codice per il collegamento e bisognerà verificare che questo sia lo stesso codice mostrato dallo smartphone: in caso positivo si potrà procedere al collegamento e poi a trasferire i file condividendoli tramite bluetooth.

Trasferire dati da Android al computer tramite Wi-Fi

Un altro modo per trasferire dati da Android al computer è quello di usare la connessione Wi-Fi. Se infatti si hanno sia il computer che lo smartphone sotto la copertura della stessa rete wi-fi, si può utilizzare la connessione per scaricare file da e su entrambi i dispositivi, grazie a una serie di app presenti sul Play Store. Tra queste, una delle migliori è Filedrop, che riesce a trasferire file di grandi dimensioni a velocità molto maggiori dei suoi rivali.  Per usare questo metodo è necessario scaricare Filedrop sia sullo smartphone – lo troverete nel Play Store – sia sul computer (www.filedropme.com/), dopodiché aprite l’app su entrambi i dispositivi e selezionate quello da cui volete trasferire file, in modo che il programma possa cominciare la scansione delle memorie. Successivamente il computer chiederà quale tipo di dispositivo si sta cercando di connettere, per cui bisognerà inserire il modello dello smartphone e verrà fornito un codice da inserire nel cellulare. Una volta scritto il codice, il computer si collega al telefono e sarà possibile trasferire dati da Android al computer e viceversa. Il trasferimento è facilissimo, basterà trascinare i file desiderati nella finestra del software per il computer.

Trasferire dati da Android al computer tramite USB OTG

Un altro modo per trasferire dati da Android al computer è l’USB OTG (On-The-Go), un modo per connettere tra loro dei dispositivi e trasferire file. per questo metodo la cosa fondamentale è verificare che il vostro smartphone supporti l’USB OTG: in caso positivo, si potrà usare il dispositivo come una penna USB. Android supporta USB OTG già dalla versione 3.1 e tutti gli smartphone Android più recenti supportano la funzione.

Trasferire dati da Android al computer tramite cloud

In una guida del genere non poteva certo mancare l’opzione dei servizi di cloud per trasferire dati da Android al computer. Servizi come Google Drive e Dropbox sono ottimi per trasferire file, anche se il trasferimento può essere lento se si ha una velocità di upload bassa con la propria connessione. Se non avete ancora un servizio cloud, vorreste averne un altro o siete in dubbio su quale scegliere, qui troverete una guida ai pro e contro dei servizi principali presenti sul mercato.



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5 agosto 2016

Vendite dei power bank alle stelle grazie a Pokemon GO             

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2016_07_17_8274_1468769437._largeNessuno scherzava quando si diceva che per giocare a Pokemon GO fossero necessarie batterie extra. Secondo una rilevazione di The NPD Group, negli Stati Uniti le vendite dei power bank sono praticamente raddoppiate durante le due settimane successive al rilascio del gioco sviluppato da Niantic e Nintendo. Secondo il gruppo le vendite sono aumentate del 101% rispetto all’anno precedente, con 1.2 milioni di caricatori portatili venduti tra il 10 e il 23 luglio, pochi giorni dopo il 6 luglio, quando è uscito Pokemon GO.

Le vendite sono raddoppiate dopo il rilascio di Pokemon GO

Pokemon GO sembra essere l’unica risposta all’aumento vertiginoso dei caricatori portatili. Il NPD Group, infatti, fa notare che, mentre le vendite dei power bank in America sono cresciuti costantemente dal 2015, le vendite erano in aumento solo del 4% prima che il famoso videogioco fosse rilasciato. Ad influire, poi, potrebbero essere certamente state anche i caricatori a forma di pokeball che hanno fatto impazzire i fan della saga. La domanda ora è come si comporteranno le vendite dei caricatori e l’uso del gioco nelle prossime settimane. È probabile che il fenomeno Pokemon GO cali nelle settimane a seguire, come sempre avviene in casi del genere. Ma quando accadrà? La Niantic deve ancora rilasciare il gioco in molti paesi del mondo e il gioco ha ancora molto da offrire, con tante funzionalità e centinaia di nuovi pokemon ancora da scoprire.

È proprio indispensabile un power bank per giocare a Pokemon GO?

E in Italia? Non ci sono dati per il mercato italiano, ma dando un’occhiata in giro e online è chiaro che il fenomeno Pokemon GO è realtà anche nel Bel Paese e quasi tutti gli allenatori che si incontrano per strada – e personalmente ne vedo ovunque – hanno con sé dei caricatori portatili che usano per poter giocare più a lungo. Un’alternativa all’uso dei power bank esiste sicuramente, e ne abbiamo già parlato nell’articolo su come risparmiare batteria mentre si gioca. Avete già dato un’occhiata? Potrebbero esserci idee a cui non avete ancora pensato.



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4 agosto 2016

Come scegliere la microSD

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WebQuasi tutti i possessori di smartphone oggi sanno cosa sia la microSD, la scheda che si inserisce nel telefono per ampliare la memoria del dispositivo, tuttavia in molti sanno poco di cosa si tratti in realtà e si affidano alla scelta del venditore. Quando si acquista una microSD tuttavia, non bisognerebbe solo considerare la dimensione della memoria o il prezzo, ma anche tutta una serie di caratteristiche che possono fare la differenza nella performance quotidiana del cellulare. Con i tanti tipi di schede presenti sul mercato, è importante cercare di capire quali siano più adatte al proprio smartphone, per questo oggi vediamo come scegliere la microSD sulla base di alcune caratteristiche importanti.

Scegliere la microSD considerando le dimensioni della memoria

Il primo elemento da guardare per scegliere la microSD è appunto la memoria. Anche quelli che non capiscono nulla di tecnologia sapranno che 8GB sono più 4 e che 32GB di memoria sono maggiori di 16. Nello scegliere la dimensione della memoria bisogna sicuramente considerare i propri bisogni: in che modo si usa lo smartphone? Si fanno numerose foto e video? Si riempie il dispositivo di pesanti album o invece si fa un uso moderato dello stesso? Se con lo smartphone si smanetta poco può essere eccessivo scegliere la microSD da molti giga, finendo per pagare più soldi inutilmente.

Per scegliere la microSD bisogna considerare anche la velocità

Un’altra informazione molto utile al fine di scegliere la microSD è la velocità di lettura dei dati, solitamente indicati sul fronte della scheda in termini di MB/s, megabyte per secondo. La velocità spesso non è esattamente uguale a quella riportata, la quale si basa sui test interni del produttore, ma è un buon indicatore per farsi un’idea della velocità per la scrittura e la lettura dei file.

Formato e il tipo di file di sistema per scegliere la microSD che fa al proprio caso

Passiamo al formato. Esistono ben 4 formati di microSD al momento, ciascuno con file di sistema e memoria massima supportata diversi. Si hanno:

  • Secure Digital Standard Capacity (SDSC or SD), con file di sistema FAT 12/16 e spazio di memoria massimo di 2GB;
  • Secure Digital High Capacity (SDHC or MicroSD), con file di sistema FAT32 e spazio di memoria massimo di 32GB;
  • Secure Digital Extreme Capacity (SDXC) con file di sistema exFAT e spazio di memoria massimo di 2TB.


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3 agosto 2016

Come fare belle foto con la modalità manuale

Smartphone_KameraIl mondo della fotografia affascina milioni di persone e che sia per un semplice bisogno di apparire o per vera e propria passione, internet è sempre più pieno di foto più o meno belle. Grazie alle nuove tecnologie gli appassionati amatoriali della fotografia possono scattare fotografie di qualità anche senza l’utilizzo di fotocamere professionali e costose, utilizzando il proprio smartphone. Sì perché gli smartphone, se di un certo livello e con l’app per fotocamera giusta, possono scattare foto perfette grazie alla modalità manuale. Ecco allora qualche consiglio su come fare belle foto con la modalità manuale.

Come fare belle foto con la modalità manuale usando una buona app fotocamera

La prima cosa per fare belle foto con la modalità manuale è quella di scegliere una buona app fotocamera per lo smartphone. Forse non tutti sanno che oltre a poter usare il software del produttore dello smartphone, per la fotocamera si possono scaricare anche applicazioni di terzi e ce ne sono molte che offrono funzionalità aggiuntive che possono trasformare lo smartphone in una vera e propria fotocamera professionale. Per un discorso più approfondito sull’argomento, vi rimando al nostro articolo sulle migliori app fotocamera in circolazione.

Come fare belle foto con la modalità manuale regolando l’angolazione

Un’altra cosa da considerare per fare belle foto con la modalità manuale è l’angolazione. Prima di scattare una foto è bene pensare all’angolazione che si vuole usare e in questo passaggio può essere utile utilizzare la griglia, attivabile nelle impostazioni di tutte le fotocamere, grazie alla quale potrete scattare con precisione. Con la griglia avrete linee orizzontali che vi aiuteranno ad incorniciare l’orizzonte, ma anche strade, montagne, tavoli e così via, mentre le linee verticali sono utili per allineare palazzi, persone e oggetti vari. Nell’incorniciare è importante rispettare la “regola dei due terzi”, secondo la quale il soggetto della fotografia dovrebbe essere posizionato lungo una delle intersezioni o delle linee della griglia. Questo significa che il soggetto non andrebbe centrato, in modo da creare maggiore tensione e interesse.

Come fare belle foto con la modalità manuale usando l’HDR

L’HDR è una funzione delle fotocamere che serve a compensare le differenze tra la luce ed il contrasto, oltre a modificare il livello dell’intensità dei colori. L’HDR è consigliato in tutti quei casi in cui il soggetto della foto è retroilluminato. Non tutti ritengono che l’uso dell’HDR serva a fare belle foto con la modalità manuale, e sostanzialmente dipende anche dal gusto personale. Si provi ad esempio a scattare due foto, una con HDR e l’altra senza, e si verifichino le differenze. Alcuni preferiscono utilizzare software per la modifica delle foto piuttosto che attivare la funzione, ad ognuno il suo.

Come fare belle foto con la modalità manuale modificando l’ISO

L’ISO controlla i livelli di esposizione, quindi modificandolo si possono migliorare le foto che si scattano soprattutto in ambienti molto scuri o molto chiari. La cosa importante per fare belle foto con la modalità manuale, bisogna regolarsi in base all’ambiente e al soggetto. Se si sceglie un ISO elevato in un luogo luminoso, l’immagine sarà sovraesposta e quindi rovinata. Un ISO più alto significa che servirà una velocità dell’otturatore più lenta e sarà quindi più facile scattare foto di oggetti in movimento. Con un ISO più basso, invece, si avrà una qualità migliore dell’immagine, perché ci sarà meno rumore nella foto.

Come fare belle foto con la modalità manuale limitando l’uso del flash

Per fare belle foto con la modalità manuale è consigliato usare il flash solo se urgente. L’obiettivo del flash non è di illuminare interamente i luoghi bui, ma è una sorta di HDR alternativo. Se si sta scattando una foto dove lo sfondo è illuminato e il soggetto è buio, il flash potrà bilanciare i due



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